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Terapie interventistiche

Epidurolisi con palloncino. 1° esperienza innovativa in Italia

In cosa consiste/che cos’è la tecnica ZiNeu?

Con il termine Epidurolisi (peridurolisi con palloncino o lisi delle aderenze per via peridurale), si definisce una procedura antalgica che consiste nell’introduzione attraverso lo Hiatus sacralis (una piccola apertura nella parete ossea del sacro) di un catetere flessibile e direzionabile, progettato dal Prof. Jin Woo Shin (importato in Italia dal Dott. Gilberto Pari), che offre la possibilità di eseguire una lisi meccanica delle aderenze epidurali grazie alla dilatazione di un palloncino gonfiabile posto sulla punta della sonda, in associazione alla somministrazione di farmaci (ialuronidasi, cortisonici, anestetico locale e soluzione fisiologica), come avviene con la tecnica di Racz.

Perché si usa l’epidurolisi con la tecnica del palloncino?

Questa procedura permette di ottenere la riduzione dell’infiammazione locale ed uno “sbrigliamento” funzionale delle radici nervose compresse o stirate in seguito ad un precedente intervento chirurgico sul rachide (ad esempio per ernia discale) o da aderenze insorte a causa di patologie infiammatorie o degenerative del rachide (ernia discale, stenosi del canale, etc).

Queste aderenze cicatriziali, infatti, stirando o comprimendo le radici nervose, contribuiscono a mantenere l’infiammazione ed il dolore.

Quando è indicata la procedura di epidurolisi (peridurolisi) con palloncino?

La epidurolisi è indicata nei seguenti quadri dolorosi:

epidurolisi

In sala operatoria durante la procedura

Come avviene la procedura?

La procedura viene effettuata solo su pazienti in regime di ricovero. Il paziente viene preparato secondo la procedura specifica per gli interventi chirurgici maggiori, comprendente la valutazione preoperatoria degli esami ematici e di laboratorio e la raccolta del consenso informato.

Poiché la procedura è un atto chirurgico, anche se non prevede incisioni con bisturi, si porrà grande cura alla sterilità, alla disinfezione, con la preparazione di un campo operatorio.

All’ingresso in sala operatoria viene posizionato un ago sul braccio del paziente per un accesso venoso (una flebo), per l’eventuale somministrazione di farmaci in caso di necessità; durante tutto l’intervento vengono inoltre eseguiti il monitoraggio della frequenza cardiaca e della saturazione dell’ossigeno ed il controllo della pressione arteriosa.

Il paziente viene quindi posizionato sul letto chirurgico in decubito prono (a pancia sotto), su un particolare letto curvo radiotrasparente che consente l’impiego dell’apparecchio radiologico durante la procedura.

epidurolisi con palloncino
Il posizionamento del catetere

Questa posizione ha lo scopo di far “aprire” gli spazi vertebrali facendo flettere leggermente la colonna e di porre in posizione corretta il sacro per facilitare l’introduzione dell’ago.

Si pratica quindi nel punto di ingresso dell’ago un’anestesia locale. Una volta che il corretto posizionamento dell’ago viene confermato, si introduce il catetere sotto controllo radiologico.

L’individuazione del punto esatto dove eseguire il trattamento è ottenuta controllando la posizione del catetere con l’apparecchio radiologico.

Viene quindi somministrato il mezzo di contrasto, che permette di visualizzare eventuali fibrosi e/o aderenze conseguenti all’infiammazione cronica, il più vicino possibile alle quali si dovrà posizionare il catetere.

Una volta individuate le radici nervose interessate, si procede a guidare il catetere nella zona selezionata, liberando le radici nervose dalle aderenze e fibrosi utilizzando ripetuti gonfiaggi e sgonfiaggi del palloncino.

Al termine della procedura viene nuovamente eseguita la somministrazione di mezzo di contrasto, allo scopo di evidenziare una migliore diffusione del liquido iniettato che testimonia la liberazione del nervo dalle aderenze in cui era imprigionato.

A questo punto viene somministrata la soluzione di ialuronidasi e cortisone a lento rilascio previa anestesia locale e/o soluzione fisiologica che ridurrà ulteriormente l’infiammazione e la fibrosi riducendo anche la possibilità che le stesse vengano a riformarsi.

epidurolisi
Gonfiaggi e sgonfiaggi del palloncino e somministrazione della soluzione di ialuronidasi e cortisone

Al termine della procedura il catetere a palloncino viene sostituito con un catetere epidurale di più piccolo diametro, per proseguire nei due giorni successivi la somministrazione della miscela di farmaci per la peridurolisi.

Cosa avviene dopo la procedura?

Il paziente viene trasferito dal letto curvo alla barella e, verificata l’assenza di effetti avversi, viene riportato in reparto.

Il catetere lasciato in sede viene utilizzato per le successive somministrazioni di ialuronidasi e cortisonico. In terza giornata il catetere viene rimosso ed il paziente viene reinviato a domicilio.

Solitamente il beneficio può essere percepito gradualmente dal primo giorno postoperatorio al trentesimo e permane per diversi mesi (da 3 a 6 o più) in base alla gravità del quadro.

La metodica può eventualmente essere ripetuta, ma non prima di 3 mesi.

Cos’è l’epidurolisi?

Dott. Gilberto Pari