Terapie interventistiche

Neuromodulazione farmacologica per via intratecale o subaracnoidea

Dott. Gilberto Pari

In cosa consiste la Neuromodulazione farmacologica?

Con neuromodulazione farmacologica per via spinale subaracnoidea si intende l’utilizzo di farmaci somministrati attraverso un catetere posizionato a livello subaracnoideo collegato ad una pompa sottocutanea elettronica.

Quando è indicato il suo utilizzo?

Il suo utilizzo è indicato in quei pazienti che non rispondono ad altre terapie o nei quali la comparsa di effetti collaterali non accettabili ne impedisce l’utilizzo.

Di solito la nostra equipe riserva questa scelta terapeutica a pazienti con sintomatologia dolorosa severa localizzata prevalentemente al rachide e alle estremità, che hanno risposto positivamente ad un precedente test farmacologico per via subaracnoidea.

Altra indicazione assoluta è il trattamento della spasticità in pazienti cerebro o mielolesi.

I farmaci autorizzati per questo tipo di terapia sono: Morfina, Baclofene e Ziconotide

Neuromodulazione farmacologica

Come avviene la procedura?

Fase 1: test farmacologico estemporaneo

La procedura è condotta con tecnica sterile su paziente prono posizionato sul letto curvo radiotrasparente. Questa posizione ha lo scopo far “aprire” gli spazi vertebrali per facilitare l’introduzione dell’ago da parte del medico.

Essendo la metodica un atto chirurgico, si porrà grande cura alla sterilità, alla disinfezione e alla definizione di un campo operatorio.

Durante la procedura viene garantito un accesso venoso, il monitoraggio della frequenza cardiaca e della saturazione dell’ossigeno.

Durante la fase di test il paziente rimane in regime di ricovero sino alla individuazione della “dose” minima efficace: in caso di risultato positivo il paziente viene rimandato ad un successivo ricovero per procedere all’intervento vero e proprio.

Fase 2: impianto di catetere subaracnoideo collegato a pompa elettronica sottocutanea

Prima dell’intervento vengono illustrate le modalità per il rifornimento della pompa e la necessità di recarsi al centro per la ricarica del sistema prima del previsto esaurimento dei farmaci. 

La procedura viene di norma eseguita in anestesia locale e/o spinale con lieve sedazione generale per dare il massimo comfort.

Essendo la metodica un atto chirurgico, si porrà grande cura alla sterilità, alla disinfezione e alla definizione di un campo operatorio. Durante la procedura viene garantito un accesso venoso, il monitoraggio della frequenza cardiaca e della saturazione dell’ossigeno.

Una volta individuato lo spazio subaracnoideo viene introdotto attraverso l’ago un catetere in silicone. di cui si controlla radiologicamente la risalita all’interno del canale vertebrale. 

Si confeziona poi una tasca sottocutanea di grandezza idonea a contenere la pompa, la si collega al catetere già in sede previa tunnellizzazione sottocutanea e si procede alle suture.

Cosa avviene dopo la procedura?

In seguito al posizionamento del dispositivo, il paziente viene medicato, trasferito dal letto operatorio alla barella e riportato in reparto dove dovrà restare a letto sino al completo recupero funzionale se la procedura è stata eseguita in anestesia spinale.

Dopo la dimissione il paziente verrà seguito a livello ambulatoriale per i successivi aggiustamenti della posologia e per i rifornimenti della pompa.

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