Come funziona la Radiofrequenza Continua?
La radiofrequenza continua utilizza un ago-elettrodo che emette onde a radiofrequenza a una frequenza di circa 300-500 kHz, generando calore controllato (42-90°C). Questo calore provoca una lesione termica nei tessuti bersaglio, solitamente nervi coinvolti nella trasmissione del dolore. Questo processo è cruciale per il trattamento del dolore cronico, in quanto interrompe i segnali dolorosi prima che raggiungano il cervello, consentendo un miglioramento significativo nella qualità della vita del paziente.
I Campi Elettromagnetici con frequenze comprese tra 30KHz e 300GHz sono detti campi a Radiofrequenze (RF) e sono utilizzati in vari ambiti della medicina, non solo per la gestione del dolore ma anche in altre applicazioni terapeutiche e diagnostiche.
Quando si parla di terapia radiofrequenza in medicina, si fa riferimento all’energia usata in una serie di procedure per creare calore e necrosi del tessuto bersaglio. Questa tecnologia è in continua evoluzione, con nuove scoperte che la rendono sempre più efficace per diverse patologie.
Tradizionalmente in algologia, le terapie a radiofrequenza sono procedure percutanee mirate ad effettuare neurolesioni a livello del sistema somatosensoriale (Centrale e Periferico), con un focus particolare sulla riduzione del dolore e sul miglioramento della funzionalità motoria del paziente.
La Radiofrequenza Continua (CRF – Continuous Radiofrequency) è una tecnica comunemente utilizzata in medicina del dolore per il trattamento di dolore cronico, in particolare per condizioni come la lombalgia, la cervicalgia, il dolore articolare e neuropatico. L’approccio personalizzato è fondamentale, poiché ogni paziente reagisce in modo diverso, e la durata degli effetti può variare considerevolmente.
In cosa consiste la radiofrequenza continua?
La Radiofrequenza Continua viene utilizzata in algologia per provocare una lesione termica nervosa persistente. Il calore prodotto viene quindi utilizzato per distruggere le fibre che conducono lo stimolo doloroso. Questa tecnica ha dimostrato di essere efficace in diversi studi clinici, offrendo ai pazienti un’opzione di trattamento valida quando altre terapie hanno fallito.
Meccanismo d’azione della Radiofrequenza Continua
Termocoagulazione: il calore provoca la denaturazione delle proteine nei nervi, riducendo la trasmissione del segnale doloroso. Questo processo è essenziale, poiché una riduzione efficace della trasmissione del dolore può migliorare notevolmente la qualità della vita del paziente.
Interruzione selettiva delle vie del dolore: viene mantenuta la funzionalità motoria, agendo prevalentemente sulle fibre nocicettive.
Effetto duraturo: i benefici possono durare da mesi a un anno, variando in base alla patologia e alla risposta del paziente. In alcuni casi, il trattamento può essere ripetuto per prolungare i risultati, offrendo un’alternativa a lungo termine per la gestione del dolore.
Quando è indicato il suo utilizzo?
Si utilizza nella Nevralgia Trigeminale, quando non è evidente un conflitto neuro-vascolare, o quando è presente ma è impossibile l’intervento chirurgico. Si usa anche nel dolore lombare, in particolare quando è causato dall’infiammazione o dall’artrosi delle articolazioni zigoapofisarie. Questa versatilità la rende una delle tecniche più richieste nel campo della medicina del dolore.
Indicazioni principali per l’uso della Radiofrequenza Continua
✅ Lombalgia cronica (soprattutto sindrome delle faccette articolari)
✅ Cervicalgia e cefalea cervicogenica
✅ Nevralgia del trigemino o dolore facciale
✅ Dolore articolare (ginocchio, anca, spalla)
✅ Dolore post-erpetico
✅ Sindrome del dolore regionale complesso (CRPS)
✅ Dolore oncologico refrattario. Queste indicazioni coprono una vasta gamma di condizioni, rendendo il trattamento con radiofrequenza un’opzione preziosa per molti pazienti.
Vantaggi e svantaggi della Radiofrequenza Continua
✔ Minimamente invasiva, senza necessità di chirurgia, il che la rende una scelta attraente per molti pazienti.
✔ Effetti collaterali ridotti rispetto a farmaci e interventi chirurgici, permettendo una ripresa più rapida.
✔ Può ridurre o eliminare il bisogno di analgesici oppioidi, rendendo il trattamento più sostenibile nel lungo termine.
❌ Non sempre efficace su tutti i pazienti, poiché la risposta al trattamento può variare.
❌ Può causare temporanea ipostenia o parestesia nell’area trattata, un effetto collaterale che deve essere monitorato attentamente.
❌ Possibile bisogno di ripetere il trattamento nel tempo, a seconda della gravità della condizione trattata.

Come avviene la procedura di radiofrequenza continua?
La procedura avviene in sala operatoria con l’ausilio dell’immagine radiologica. Si raggiunge con l’ago l’obiettivo terapeutico e dopo aver fatto delle prove di neurostimolazione si eroga la radiofrequenza continua, provocando la lesione termica delle fibre coinvolte nel dolore. Questo processo è guidato da un team di specialisti, garantendo la massima sicurezza e efficacia per il paziente.
Cosa avviene dopo la procedura di radiofrequenza continua?
Si trasferisce il paziente dal letto alla barella e, verificata l’assenza di effetti avversi, si riporta in reparto. L’effetto terapeutico si riscontrerà già in prima giornata postoperatoria per la nevralgia del trigemino e dal giorno successivo nella lombalgia da sindrome delle articolazioni zigopofisarie. Monitorare i risultati in questa fase è fondamentale per valutare l’efficacia del trattamento e pianificare eventuali ulteriori interventi.
3 sono le modalità di erogazione della Radiofrequenza:
- la Radiofrequenza Continua (RC): pone il suo principio di azione nella lesione termica. Se esiste un input nocicettivo da un focus questo input può essere distrutto distruggendo le fibre che lo conducono.
- la Radiofrequenza Pulsata Centrale
- la Radiofrequenza Pulsata Periferica