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Mal di schiena: cause, falsi miti e cure efficaci dalla diagnosi alle terapie mininvasive

Mal di schiena

Chi di noi può dire di non aver avuto almeno un episodio di mal di schiena durante la sua vita?

In alcuni casi il dolore insorge all’improvviso, come conseguenza di un movimento incauto o di uno sforzo eccessivo; in altri compare in maniera graduale, senza una causa apparente.

Qualsiasi sia la circostanza, il mal di schiena può compromettere notevolmente lo svolgimento delle attività quotidiane e diventare un problema serio.

Per i più fortunati, il dolore scompare nel giro di qualche giorno con un po’ di riposo e una terapia farmacologica in grado di agire sull’infiammazione… e negli altri casi?

Essendo il mal di schiena una problematica enormemente diffusa tra la popolazione, negli anni diversi specialisti – medici e non – si sono dedicati alla sua diagnosi e cura, per offrire ai pazienti terapie sempre più efficaci e sicure.

Parallelamente, però, sono nate e si sono diffuse una serie di pratiche e credenze dure a morire, spesso non supportate da evidenze scientifiche, che rischiano di disorientare chi soffre di mal di schiena, sia nella scelta dello specialista, sia nella valutazione delle varie proposte di cura.

Dopo tanti anni di pratica clinica, e consapevoli dell’importanza di una corretta informazione per la salute delle persone, come Equipe di Medicina e Terapia del Dolore abbiamo deciso di cogliere questa opportunità offerta dalla Casa di Cura Santa Maria Maddalena per parlare in modo chiaro di alcuni degli argomenti che sono il nostro pane quotidiano e sfatare qualche mito sul mal di schiena.

Mal di schiena e diagnosi: perché non esiste una terapia “miracolosa”

Iniziamo con una premessa fondamentale: con il termine generico di “mal di schiena” vengono racchiuse tante patologie diverse tra loro, che possono coinvolgere le varie strutture della colonna vertebrale (ossa, nervi, muscoli, articolazioni).

Già questo rende evidente una cosa:
prima di iniziare qualsiasi tipo di terapia è indispensabile fare una diagnosi, cioè capire da dove viene il dolore e quali strutture sono coinvolte. Solo in base alla diagnosi sarà possibile scegliere il percorso terapeutico corretto.

👉 Conclusione importante:
non esiste una terapia miracolosa che vada sempre bene per il mal di schiena.
Diffidate di chiunque vi dica il contrario.

Un esempio pratico: perché prima di tutto serve una diagnosi

Immaginate di scivolare dalle scale e di sviluppare un fastidioso mal di schiena: niente di terribile, un dolore sordo e persistente, non così intenso da spingervi a recarvi in Pronto Soccorso.

Conoscete un bravissimo fisioterapista che vi ha risolto un problema alla spalla qualche mese fa e decidete di andare da lui, sperando che con qualche manipolazione e degli esercizi mirati possa aiutarvi anche questa volta.

A questo punto la domanda è:
secondo voi, il bravo fisioterapista dovrebbe iniziare subito a manipolarvi oppure dovrebbe prima porvi le domande giuste, valutare la situazione, eventualmente suggerire accertamenti e capire da cosa può essere causato il vostro dolore?

Questa domanda è essenziale, perché nel nostro esempio – volutamente “estremo” – la caduta vi ha causato una piccola frattura vertebrale e agire manualmente potrebbe provocare dei danni seri.

Se questo esempio un po’ “spaventoso” vi ha convinti dell’importanza di una diagnosi, possiamo passare a chiarire alcuni dei temi su cui, secondo la nostra esperienza, c’è più disinformazione.

Ernia del disco e mal di schiena: facciamo chiarezza

ERNIA DEL DISCO NON È SINONIMO DI MAL DI SCHIENA

La nostra colonna vertebrale è composta dalle vertebre, separate tra loro dai dischi intervertebrali, che possiamo immaginare come dei piccoli “cuscinetti” che garantiscono sostegno e movimento, agendo come ammortizzatori naturali.

Questi dischi sono composti da:

  • una parte interna morbida e gelatinosa (nucleo polposo)
  • una parte esterna più dura (anulus fibroso)

Si parla di ernia del disco quando il materiale morbido e gelatinoso fuoriesce dal disco a causa della rottura della parte esterna.

Schema dell’ernia del disco e compressione del nervo
Schema dell’ernia del disco e compressione del nervo

Il materiale espulso può comprimere e irritare i nervi che si trovano intorno alla colonna, provocando:

  • dolore alla schiena
  • possibile irradiazione ai glutei, alle gambe o alle braccia

Quello che dovete tenere a mente è il “può”:
in molti casi, l’ernia del disco è completamente asintomatica.

Studi TAC e RMN hanno dimostrato che nella popolazione le ernie del disco sono molto diffuse anche in assenza di dolore.

👉 Quindi:

  • la presenza di un’ernia del disco non significa automaticamente sviluppare mal di schiena
  • spesso è un segno di degenerazione fisiologica legata all’età e all’usura delle strutture della colonna

Quando è l’ernia a provocare dolore, di norma la sintomatologia tende a migliorare spontaneamente nel giro di circa 6–8 settimane: il materiale espulso si disidrata, diminuendo così la pressione e l’infiammazione responsabili del dolore.

Questa è quella che gli specialisti chiamano “storia naturale” dell’ernia del disco.

Evoluzione naturale dell’ernia del disco nel tempo
Evoluzione naturale dell’ernia del disco nel tempo

In questo periodo lo specialista ha il compito di aiutare il paziente a controllare il dolore, attraverso:

  • terapia farmacologica mirata
  • terapia infiltrativa, quando indicata
  • terapia riabilitativa e fisioterapia

Quando l’ernia del disco è un problema serio

Esistono casi in cui l’ernia del disco può diventare un problema importante e richiedere la valutazione del neurochirurgo.

Di solito si tratta di situazioni in cui:

  • l’ernia comprime in modo significativo una o più radici nervose
  • il dolore si irradia a braccia o gambe
  • compaiono deficit neurologici (perdita di forza, alterazioni della sensibilità)
  • compaiono sintomi come difficoltà a controllare l’evacuazione o la minzione (urgenza, incontinenza, ritenzione)

In questi casi è fondamentale riconoscere tempestivamente i segni e i sintomi per poter intervenire con la cura più adeguata.

Infiltrazioni per il mal di schiena: perché non sono tutte uguali

Capita spesso che, quando proponiamo una terapia infiltrativa per il mal di schiena, i pazienti ci rispondano:

“No grazie dottore, ho già fatto moltissime infiltrazioni e non sono servite a nulla.”

Alla richiesta di vedere il referto della procedura – per capire quali farmaci sono stati usati e come è stata eseguita l’infiltrazione – nella maggior parte dei casi ci viene risposto che non è stato rilasciato alcun documento dettagliato.

La domanda quindi dovrebbe sorgere spontanea:
le infiltrazioni sono tutte uguali? La risposta è: assolutamente NO.

Farmaci e tecniche diverse per obiettivi diversi

Le infiltrazioni possono differire per:

  • Farmaci utilizzati
    • cortisonici
    • anestetici locali
    • acido ialuronico
    • ozono

  • Struttura o zona raggiunta dall’ago
    • articolazioni
    • nervi
    • tendini
    • colonna vertebrale

  • Supporto utilizzato durante la procedura
    • guida ecografica
    • guida radiologica (ad es. radioscopia)

Non è questo il luogo per un trattato tecnico sulla terapia infiltrativa, ma ci teniamo a sottolineare alcuni aspetti chiave.

1) Ozono: utile, ma non è la panacea di tutti i mali

L’ozono viene utilizzato come “farmaco” in alcune procedure infiltrative per le sue proprietà:

  • antinfiammatorie
  • disidratanti
  • analgesiche

Non è però la soluzione universale per ogni tipo di mal di schiena.
Anche per l’ozono esistono indicazioni precise e casi in cui può essere davvero utile, accanto a situazioni in cui non è la terapia più adatta.

2) Attenzione alla sterilità e alla sicurezza

Le infiltrazioni devono essere svolte in strutture adeguate, seguendo tutte le regole delle procedure interventistiche:

  • ambienti idonei
  • rispetto delle norme di sterilità
  • corretta preparazione del paziente

Questo è fondamentale per ridurre il rischio di complicanze e garantire in primo luogo la sicurezza.

3) Supporto ecografico: “mai più senza”

Da molti anni l’ecografia viene utilizzata come supporto per le terapie infiltrative.

Il suo impiego permette allo specialista di:

  • identificare con precisione la zona da trattare
  • visualizzare l’ago in tempo reale
  • aumentare l’efficacia e la sicurezza della procedura

Infiltrazione ecoguidata per il mal di schiena
Infiltrazione ecoguidata per il mal di schiena

Procedure mininvasive in Medicina del Dolore: queste sconosciute

Se a una persona con mal di schiena parliamo di:

  • farmaci
  • fisioterapia
  • infiltrazioni
  • interventi chirurgici “classici” alla schiena

di solito siamo compresi.

Molto meno conosciute, invece, sono alcune tecniche interventistiche mininvasive, spesso poco note perfino ai medici che non si occupano di dolore e, a maggior ragione, alla popolazione generale.

Eppure si tratta di procedure che hanno dimostrato grande efficacia nella cura di molte patologie dolorose persistenti.

Queste procedure vengono definite mininvasive perché:

  • si svolgono in anestesia locale
  • richiedono un ricovero di 1–3 giorni
  • utilizzano vie d’accesso che riducono al minimo il trauma per i tessuti

Se siete, o siete stati, nostri pazienti a causa di un mal di schiena che non migliora con farmaci, infiltrazioni e riabilitazione, probabilmente avete già sentito parlare di queste tecniche.

In modo molto semplice possiamo dividerle in due categorie:

  1. Procedure che utilizzano impulsi elettrici
    per “ingannare” i meccanismi responsabili della trasmissione del dolore (ad esempio, alcune forme di neuromodulazione o radiofrequenza mirata).
  2. Procedure che portano il farmaco direttamente sulla fonte del dolore
    raggiungendo le strutture della colonna responsabili della sintomatologia dolorosa, con l’obiettivo di “silenziare” il dolore agendo in modo mirato.

Esempi di procedure mininvasive per il mal di schiena
Esempi di procedure mininvasive per il mal di schiena

Queste tecniche si sono dimostrate molto efficaci nella cura del dolore persistente.
Per questo motivo, presso la Casa di Cura Santa Maria Maddalena è stato creato un Reparto di Medicina e Terapia del Dolore, dove i pazienti possono:

  • essere sottoposti alle procedure mininvasive indicate per il loro caso
  • essere presi in carico da un’equipe di medici e infermieri esperti nella gestione del dolore

Stile di vita, movimento e peso:
alleati imprescindibili contro il mal di schiena

Arriviamo alla questione più importante, che è anche una nota dolente per molti.

Come abbiamo visto, alla base del mal di schiena possono esserci cause molto diverse e la scelta delle terapie deve essere personalizzata.

Tuttavia, esiste una “ricetta” che vale quasi sempre: in molti casi il corretto stile di vita funziona sia come terapia che come prevenzione del mal di schiena.

Attività fisica regolare per prevenire il mal di schiena
Attività fisica regolare per prevenire il mal di schiena

Il ruolo dell’attività fisica

Fare attività fisica con costanza:

  • riduce la possibilità di sviluppare malattie dell’apparato cardiocircolatorio
  • ha un ruolo fondamentale nella salute della colonna vertebrale

Questo perché l’esercizio aiuta a mantenere tonica la muscolatura che sostiene la colonna:

  • muscoli della schiena
  • muscoli addominali
  • muscoli del collo

In moltissimi casi è sufficiente lavorare su questi muscoli per:

  • far regredire completamente il dolore
  • oppure tenerlo sotto controllo

Qualsiasi bravo fisioterapista potrà spiegarvi l’importanza di esercizi mirati, diversi in base alla persona e al tipo di dolore, per mantenere una schiena “in salute”.

👉 Ci dispiace deludervi, ma:
non basta farsi fare una “bella massaggiata” per tornare come nuovi.
Serve uno sforzo attivo da parte vostra.

Il peso corporeo: un nemico spesso sottovalutato

L’attività fisica è fondamentale anche per tenere sotto controllo un altro nemico della schiena: il peso in eccesso.

Un peso corporeo elevato:

  • sottopone tutte le strutture del corpo a uno stress maggiore
  • aumenta il carico sulla colonna vertebrale
  • può favorire l’usura delle articolazioni e il mantenimento del dolore

Per questi motivi, qualsiasi specialista a cui vi rivolgiate per mal di schiena dovrebbe raccomandare sempre:

  • perdita di peso, quando necessario
  • movimento regolare, con modalità adatte alla vostra età e alla vostra condizione clinica

Camminata quotidiana per prevenire il mal di schiena
Camminata quotidiana per prevenire il mal di schiena

Quando rivolgersi allo specialista in Medicina e Terapia del Dolore

Un mal di schiena occasionale e lieve spesso si risolve da solo in pochi giorni.
È importante però non sottovalutare alcuni segnali.

Rivolgetevi al vostro medico e a uno specialista (Ortopedico, Fisiatra, Neurologo o Medico di Medicina e Terapia del Dolore) se:

  • il dolore dura più di 4–6 settimane
  • il dolore è molto intenso o peggiora nonostante i farmaci
  • il dolore si irradia a gamba o braccio con sensazione di formicolio o perdita di forza
  • avvertite debolezza in una gamba o in un braccio
  • compaiono disturbi urinari o fecali (incontinenza, ritenzione, difficoltà a trattenere)
  • avete febbre, brividi o perdita di peso non spiegata
  • avete avuto un trauma importante (caduta, incidente)
  • soffrite di altre patologie importanti (ad es. tumori, osteoporosi grave, infezioni)

In presenza di sintomi improvvisi e gravi (perdita di forza importante, incontinenza improvvisa, dolore insopportabile) è fondamentale rivolgersi subito al Pronto Soccorso.

Speriamo di avervi fornito informazioni e spunti utili: ci auguriamo che queste poche righe possano essere un aiuto nel districarvi nel complesso mondo del mal di schiena.


FAQ sul mal di schiena

  1. Il mal di schiena passa sempre da solo?

    Non sempre.u003cbru003eMolti episodi di mal di schiena u003cstrongu003eacutou003c/strongu003e migliorano spontaneamente nel giro di pochi giorni o settimane. Tuttavia, quando il dolore u003cstrongu003epersisteu003c/strongu003e, si ripresenta spesso o peggiora, è importante fare una u003cstrongu003evalutazione specialisticau003c/strongu003e per capire la causa e intervenire in modo mirato.

  2. Se ho un’ernia del disco devo per forza operarmi?

    No.u003cbru003eLa maggior parte delle u003cstrongu003eernie del discou003c/strongu003e non richiede l’intervento chirurgico e spesso segue una u003cstrongu003estoria naturale di miglioramentou003c/strongu003e nell’arco di 6–8 settimane. La chirurgia viene presa in considerazione solo in casi selezionati (deficit neurologici, dolore incoercibile, disturbi sfinterici, ecc.) dopo una valutazione approfondita.

  3. Le infiltrazioni per il mal di schiena sono tutte uguali?

    Assolutamente no.u003cbru003eCambiano:u003cbru003eil u003cstrongu003efarmacou003c/strongu003e utilizzato (cortisonico, anestetico, ozono, ecc.)u003cbru003ela u003cstrongu003estrutturau003c/strongu003e raggiunta (articolazione, nervo, colonna, tendine)u003cbru003eil u003cstrongu003esupportou003c/strongu003e usato (ecografia, radiologia)u003cbru003ePer questo è importante che le infiltrazioni vengano eseguite da u003cstrongu003especialisti espertiu003c/strongu003e, in ambienti adeguati e con una u003cstrongu003ediagnosi chiarau003c/strongu003e alla base.

  4. L’attività fisica peggiora il mal di schiena?

    In generale, no.u003cbru003eNel mal di schiena, la u003cstrongu003esedentarietàu003c/strongu003e è spesso più dannosa del movimento. È però essenziale scegliere:u003cbru003eil u003cstrongu003etipo di attivitàu003c/strongu003e più adatto (per esempio cammino, ginnastica dolce, esercizi specifici)u003cbru003el’u003cstrongu003eintensitàu003c/strongu003e correttau003cbru003egli esercizi giusti per la propria condizioneu003cbru003eUn fisioterapista o uno specialista in Medicina del Dolore può aiutare a impostare un u003cstrongu003eprogramma di esercizi personalizzatou003c/strongu003e.

  5. A chi posso rivolgermi per un mal di schiena che non passa?

    In caso di mal di schiena persistente o recidivante potete rivolgervi:u003cbru003eal vostro u003cstrongu003eMedico di Medicina Generaleu003c/strongu003eu003cbru003ea specialisti come u003cstrongu003eOrtopedico, Fisiatra, Neurologou003c/strongu003eu003cbru003eai medici esperti in u003cstrongu003eMedicina e Terapia del Doloreu003c/strongu003e, che possono proporre:u003cbru003eterapie farmacologiche mirateu003cbru003einfiltrazioniu003cbru003eprocedure mininvasiveu003cbru003epercorsi di riabilitazione integratau003cbru003ePresso la u003cstrongu003eCasa di Cura Santa Maria Maddalenau003c/strongu003e è attivo un u003cstrongu003eReparto di Medicina e Terapia del Doloreu003c/strongu003e dedicato proprio alla presa in carico del paziente con mal di schiena e con dolore persistente.

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Patrizia
4 Ottobre 2026
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Super gentili.....
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Pierpaolo
21 Settembre 2026
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Anche in condizioni di sofferenza abbiamo avuto modo di apprezzare grandi capacità professionali unite a doti umane non scontate . Un grazie sincero al prof Merlini.
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Gabriella Lo Sterzo
3 Settembre 2026
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Dottore estremamente professionale, cortese e disponibile
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Anna Maria Biffi
20 Agosto 2026
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La gentilezza e competenza sono il vostro punto FORTE!!!!
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gianni tomasi
11 Agosto 2026
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Molto bravi, ed esperti
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Miriam
6 Agosto 2026
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Professional gentili competenti sanno quello che fanno
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Matteo Mazzi
12 Luglio 2026
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Esprimo la più profonda gratitudine al Dott. Merlini Alberto, un professionista attento e di grandissima competenza. Mi sono rivolto a lui per un ernia L4 L5 che mi causava forti dolori alla schiena e alla gamba. Ha trattato il mio problema con delle infiltrazioni ecoguidate, eseguite con la massima cura e professionalità. Ho apprezzato molto la sua chiarezza nelle spiegazioni e la capacità del Dottore e dell' infermiera si mettermi a mio agio. Lo consiglio vivamente.
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roberta B
5 Luglio 2026
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Buongiorno, ho portato mio padre dal dott. Merlini. Ottimo professinista, premuroso e umano. Grazie.