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Misurazione del Dolore VS valutazione

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Dott.ssa Laura Ravaioli

Psicologa Equipe di Medicina del Dolore

È importante distinguere la misura del dolore (measure), intesa come l’applicazione di un determinato strumento metrico ad una specifica componente del dolore (spesso l’intensità), dalla valutazione del dolore (assessment), che prende in considerazione le diverse componenti dell’esperienza dolorosa e le loro interazioni, l’elaborazione cognitiva, il vissuto affettivo di malattia, gli aspetti relazionali, l’impatto sulla vita quotidiana.

Il dolore è una percezione estremamente soggettiva in quanto la soglia del dolore è diversa in ognuno di noi; esso è definito come “una spiacevole esperienza sensoriale ed emotiva associata ad un danno tissutale attuale o potenziale” (International Association for the Study of Pain, IASP) ed è dunque determinato non solo dalle modificazioni conseguenti al danno tissutale ma anche dall’interpretazione personale di quanto il danno è lesivo.

Nella valutazione del dolore è consigliabile utilizzare un approccio sia soggettivo che oggettivo.

“Le variabili del dolore, come intensità, frequenza e qualità sono valutabili con metodi soggettivi come l’autodescrizione. L’invalidità, espressa come mancanza di movimento, incapacità lavorativa o difficoltà nelle relazioni interpersonali, e certi atteggiamenti associati al dolore che si esprimono con smorfie facciali, vocalizzazione e atteggiamenti posturali, possono essere facilmente analizzati e misurati. Possono essere quantificati oggettivamente gli effetti della terapia o di altri interventi.” (…)
“Poiché il dolore è un’esperienza personale, l’unico modo per il cui il medico può esaminare un paziente affetto da dolore è:
1. fondarsi sulla rappresentazione che il paziente fa delle caratteristiche o degli effetti del proprio dolore (autodescrizione).
2. considerare il comportamento derivato (osservazione del comportamento)
3. misurare i parametri fisiologici che ritiene caratteristici di un paziente affetto da dolore (valutazioni fisiologiche)”

(A. De Nicola “Misurazione del dolore”).

La batteria di questionari somministrati ai pazienti al momento del ricovero ed a un mese dalla dimissione (per il follow up dei risultati terapeutici) può rispondere a questa necessità di un approccio più complesso e multidimensionale al dolore che si traduca in indicazioni terapeutiche individualizzate e specifiche.

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Proposta di batteria di scale e questionari di assessment sul dolore

Nella nostra equipe di Medicina del Dolore durante il ricovero ci avvaliamo della scala numerica verbale (NRS) che è una semplice scala di misurazione del dolore in cui al paziente è chiesto di scegliere un numero fra 0 e 10 per rappresentare il livello di dolore e dove per 0 si intende “nessun dolore” mentre il 10 rappresenta “il peggior dolore immaginabile”; è dato un differente punteggio per la situazione di riposo e quella di movimento; se il dolore affligge in modo differente più di un distretto corporeo (ad es. dolore alla gamba e dolore alla schiena, che differiscono per eziologia) è preferibile mantenere questa distinzione con differenti misurazioni.

L’Oswestry Disability Questionnaire (ODQ) è un questionario autovalutativo utilizzato per misurare l’incidenza del dolore sulla vita del paziente; creato per il dolore lombare, si è mostrato utile anche per la valutazione del dolore cronico che interessa altri distretti.
Si divide in 10 sezioni che presentano cinque affermazioni ciascuna, tra cui il paziente sceglierà quella che più rappresenta la sua situazione, e che prendono in considerazione: l’intensità del dolore, la capacità di gestire la propria igiene personale, di sollevare pesi, di camminare, di mantenere la posizione seduta ed eretta, e l’influenza del dolore nel sonno, nella vita sociale e nella capacità di spostamento.

Il Questionario Italiano del Dolore (QUID) è costituito da una scala di intensità del dolore presente (PPI Present Pain Intensity) che identifica l’intensità del dolore su cinque punti (lieve, moderato, forte, fortissimo, atroce) e da una scala intervallare semantica costituita da 42 descrittori del dolore, distribuiti in quattro classi principali (sensoriale, affettiva, valutativa e mista).

Le prime applicazioni cliniche del QUID (De Benedittis a et al. 1988, De Benedittis e Lorenzetti 1990) hanno confermato la sua validità diagnostica ed il suo utile ruolo nel monitoraggio terapeutico delle sindromi algologiche.

Nel monitoraggio terapeutico, il Quid si è rivelato uno strumento adatto a monitorare l’efficacia globale dell’effetto terapeutico e di valutare anche l’impatto di questo sulle singole dimensioni dell’esperienza dolorosa: sensoriale, affettiva, valutativa (De Benedittis, Lorenzetti 1990).

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Patrizia
4 Ottobre 2026
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Super gentili.....
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Pierpaolo
21 Settembre 2026
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Anche in condizioni di sofferenza abbiamo avuto modo di apprezzare grandi capacità professionali unite a doti umane non scontate . Un grazie sincero al prof Merlini.
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Gabriella Lo Sterzo
3 Settembre 2026
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Dottore estremamente professionale, cortese e disponibile
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Anna Maria Biffi
20 Agosto 2026
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La gentilezza e competenza sono il vostro punto FORTE!!!!
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gianni tomasi
11 Agosto 2026
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Molto bravi, ed esperti
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Miriam
6 Agosto 2026
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Professional gentili competenti sanno quello che fanno
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Matteo Mazzi
12 Luglio 2026
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Esprimo la più profonda gratitudine al Dott. Merlini Alberto, un professionista attento e di grandissima competenza. Mi sono rivolto a lui per un ernia L4 L5 che mi causava forti dolori alla schiena e alla gamba. Ha trattato il mio problema con delle infiltrazioni ecoguidate, eseguite con la massima cura e professionalità. Ho apprezzato molto la sua chiarezza nelle spiegazioni e la capacità del Dottore e dell' infermiera si mettermi a mio agio. Lo consiglio vivamente.
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roberta B
5 Luglio 2026
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Buongiorno, ho portato mio padre dal dott. Merlini. Ottimo professinista, premuroso e umano. Grazie.