Tender points nella fibromialgia: cosa sono?

tender points

La fibromialgia è una condizione clinica molto complessa che racchiude in sé disturbi di diversa natura, tra cui dolore diffuso, rigidità, fatica, disturbi cognitivi e problematiche legate al sonno.

La diagnosi di fibromialgia, così come raccomandato nel 2010 dall’American College of Rheumatology (Organizzazione di professionisti sanitari e scienziati specializzati in ambito reumatologico), viene formulata anche grazie alla presenza di dolore diffuso muscoloscheletrico, all’esclusione di altre patologie specifiche e grazie alla presenza di dolore alla palpazione (di circa 4 chilogrammi per centimetro quadrato) di un numero specifico di tender points.

Questi ultimi, riconoscibili attraverso una vera e propria mappa dei tender points dagli specialisti reumatologi, altro non sono che dei punti specifici la cui palpazione, come detto, evoca dolore – solitamente localizzato.

A differenza di questi ultimi, invece, esistono alcuni punti muscolari specifici che, una volta applicata alla palpazione, evocano dolore riferito – ovvero irradiato anche in altre zone del corpo rispetto al punto di applicazione: questi ultimi vengono definiti trigger points.

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Tender Points

Cosa sono i tender points nello specifico?

Nel dettaglio, i tender points (o punti tender, punti fibromialgia o ancora tender points da fibromialgia) sono aree di dolore localizzato appartenenti a muscoli, tendini, legamenti, nelle giunzioni mio-tendinee (strutture “di passaggio” tra tendini e muscoli) o a livello delle borse. La loro valutazione non rientra solo ed esclusivamente nell’ambito della fibromialgia, ma anche in altre patologie di tipo muscoloscheletrico come la cervicalgia (o dolore cervicale) o la lombalgia (o dolore lombare).

Ad ogni modo, il professionista che esegue la palpazione dei tender points al paziente per il quale si sospetta una sindrome fibromialgica è il reumatologo.

Nello specifico, durante la visita, lo specialista eseguirà una palpazione in serie di tutti i punti trigger previsti dalla mappa di tali punti attraverso 1) l’applicazione di una forza impressa con il polpastrello delle dita delle mani (solitamente il pollice) o 2) attraverso l’utilizzo di strumentazioni specifiche come il dinamometro o altre misurazioni che forniscano in modo oggettivo la quantità di applicazione della forza.

Quando il tender points è presente, ovvero il paziente riferisce dolore alla palpazione di tale punto, la manovra si considererà positiva. A questo punto, lo specialista eseguirà in successione la palpazione di tutti i rimanenti punti che, in linea con le raccomandazioni scientifiche, risultano essere un totale di 18.

Tender points e diagnosi di fibromialgia

La diagnosi di fibromialgia è da sempre oggetto di ricerca e dibattito scientifico. Essendo quest’ultima una diagnosi ad esclusione e dal momento che non esistono degli esami specifici che identifichino con esattezza e a priori la presenza della patologia, nel corso del tempo i ricercatori hanno cercato delle modalità efficaci per migliorare il processo di diagnosi.

Nel caso specifico della fibromialgia, l’accordo scientifico dei ricercatori esperti in questo ambito prevede la presenza di 11 tender points su 18 perché sia significativa per la patologia. La presenza di tali punti tender associata al dolore diffuso (nonché a tutti i sintomi descritti nelle prime righe dell’articolo) depone a favore della diagnosi di fibromialgia.

Cosa si intende per dolore diffuso?

Così come lascia intendere intuitivamente il nome, per dolore diffuso si intende il dolore non localizzato in aree specifiche del corpo. Al contrario, per essere considerato diffuso, il dolore dovrà coinvolgere più sedi anatomiche.

Secondo una dei più importanti studi scientifici in questo ambito risalenti al 1990 pubblicati dall’American College of Rheumatology, il dolore diffuso è definito come 1) dolore assiale (inteso come “centrale”, appartenente alla struttura corporea che corrisponde al bacino, alla schiena e alla zona cervicale), 2) dolore presente sui lati destro e sinistro del corpo e 3) a carico degli arti superiori e inferiori.

In conclusione, i tender points hanno una stretta relazione con la diagnosi di fibromialgia.

Tuttavia, è bene che il paziente, in caso di sospetto diagnostico, si rivolga solo ed esclusivamente a personale specialistico e qualificato come il reumatologo che, durante la valutazione e attraverso la mappa dei trigger points, indagherà nel pratico la presenza o l’assenza di tali punti.

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