Cefalea di Tipo Tensivo

CHE TIPO DI MALATTIA E’ LA CEFALEA DI TIPO TENSIVO?

La Cefalea di tipo tensivo (chiamata anche cefalea muscolo-tensiva, cefalea da stress, cefalea idiopatica, etc) si manifesta come un dolore di tipo compressivo al capo, spesso associato ad un aumento del tono dei muscoli di capo e nuca.

E’ UNA MALATTIA COMUNE?

La Cefalea di tipo tensivo è la più frequente tra le cefalee. Ha una maggiore incidenza nelle donne rispetto agli uomini (il 90 % delle donne ha riportato almeno un episodio, contro il 70 % degli uomini), soprattutto tra i 40 e i 50 anni d’età.

CAUSE

Attualmente le cause non sono state definite con certezza, ma i fattori scatenanti possono essere:

  • Mancanza di sonno
  • Stress
  • Cattiva postura
  • Malocclusioni dentali

SINTOMI

  • sensazione dolorosa di compressione del capo, alla nuca, vertice e frontale, molto spesso bilaterale
  • dolore di intensità media o moderata
  • il dolore può essere di breve durata (pochi minuti) ma può anche persistere per una settimana
  • la cefalea viene considerata episodica, se gli attacchi sono meno di 15 in un mese; viene considerata invece cronica, se si manifesta con 15 o più attacchi in un mese per almeno 3 mesi

TERAPIA

cefalea di tipo tensivoLa cefalea di tipo tensivo cronica può essere trattata con una terapia farmacologica e non farmacologica, che comprende biofeedback (metodo terapeutico di psicoterapia), TENS (stimolatore elettrico transcutaneo dei nervi), tecniche di rilassamento, psicoterapia.
In alcuni casi anche la correzione di eventuali malocclusioni ed il ripristino del corretto lavoro dei muscoli masticatori può portare alla risoluzione del dolore.

 

 

 

 

 

I farmaci attualmente impiegati nella cefalea tensiva cronica resistente alle terapie usuali (da soli o in combinazione) comprendono:

  • amitriptilina (antidepressivo triciclico che migliora il tono dell’umore nei pazienti in cui la cefalea riconosce una componente depressiva; è utilizzato anche nella profilassi dell’emicrania)
  • mirtazapina
  • valproato di sodio (nella profilassi)
  • diclofenac sodico

Infine in alcuni casi si possono avere buoni risultati con terapie infiltrative su punti trigger muscolari con anestetico locale o utilizzando tossina botulinica.

 

Dott. Simone Vigneri