L’ecografia applicata all’apparato muscoloscheletrico consiste nell’utilizzo di onde sonore per riprodurre immagini di muscoli, tendini, legamenti, nervi e articolazioni.
Può quindi essere utilizzata per diagnosticare lesioni muscolari (come stiramenti e strappi), distorsioni, tendiniti, sinoviti, versamenti, alterazioni cartilaginee e degenerazioni artrosiche.
Si tratta di una metodica sicura, non invasiva e che non si avvale di radiazioni ionizzanti.
Durante un’ecografia, un dispositivo di scansione portatile chiamato trasduttore (sonda ecografica) viene premuto sulla pelle. Il trasduttore emette onde sonore impercettibili e acute che viaggiano attraverso il corpo.
Le sostanze più dense come le ossa riflettono le onde, mentre i liquidi, compresa l’acqua, consentono il passaggio delle onde. Il trasduttore converte l’attività delle onde in immagini accurate di muscoli, tendini e altre strutture.
Perché utilizzare l’ecografia muscoloscheletrica?
L’ecografia muscoloscheletrica può spesso fornire un quadro più chiaro della muscolatura, dei tendini e delle altre strutture interessate rispetto a una radiografia, una TC o una risonanza magnetica. In alcuni casi può integrare tali procedure.

Poiché l’ecografia non utilizza radiazioni, non presenta nessuno dei rischi per la salute associati ai raggi X e a differenza della risonanza magnetica, non richiede al paziente di essere confinato in uno spazio chiuso.
Infine, l’ecografia può, e in molti casi deve, essere utilizzata come guida per effettuare procedure interventistiche, come le infiltrazioni intrarticolari, intrabursali o peritendinee di sostanze medicamentose.
Ciò consente di creare meno dolore e discomfort al paziente, di evitare di pungere strutture nobili come vasi e nervi (grazie all’utilizzo del Doppler) e di depositare la sostanza esattamente nella sede desiderata.
