Insieme per migliorare la qualità di vita di chi soffre
Ogni anno, il 15 ottobre, si celebra la Giornata Europea per la Consapevolezza del Dolore (European Pain Awareness Day), un appuntamento promosso dalla Federazione Europea del Dolore (EFIC) e sostenuto in Italia dall’AISD – Associazione Italiana per lo Studio del Dolore.
L’obiettivo è chiaro: accendere i riflettori sulla sofferenza provocata dal dolore, troppo spesso sottovalutata o non trattata adeguatamente, e promuovere una cultura sanitaria che riconosca il dolore come malattia e non solo come sintomo.

Il dolore come problema sociale e sanitario
Il dolore cronico riguarda oltre un terzo della popolazione adulta europea, con importanti conseguenze non solo fisiche, ma anche psicologiche, familiari e lavorative.
Il tema della giornata di quest’anno richiama l’urgenza di ridurre le disuguaglianze di accesso alle cure e di garantire a tutti i cittadini percorsi terapeutici appropriati, tempestivi e sostenibili.
Il dolore cronico: una crisi di salute pubblica silenziosa
Il dolore che persiste per più di tre mesi colpisce in Europa circa 1 adulto su 5, rendendolo la condizione cronica più diffusa del continente.
I suoi effetti sono profondi e multidimensionali:
- compromette fortemente la qualità di vita;
- peggiora la salute mentale;
- può contribuire a esiti negativi anche sulla longevità;
- genera costi economici elevati: in Europa il dolore cronico è stimato costare circa 12 miliardi di euro l’anno — pari al 4 % del PIL — tra spese sanitarie, assenze dal lavoro, pensionamenti anticipati e riduzione della produttività.
Nonostante questo impatto, il dolore cronico è trascurato nei piani sanitari nazionali, poco presente nei programmi di formazione medica e scarsamente riconosciuto socialmente: spesso viene considerato un “male inevitabile” piuttosto che una condizione da prevenire e curare.
Perché “prevenzione del dolore cronico”?
L’edizione 2025 della Giornata Europea porta come tema proprio “La prevenzione del dolore cronico”.
Si tratta di un invito all’azione: intervenire prima che il dolore acuto evolva in cronicità, riconoscendo e modificando i fattori di rischio.
Tra questi:
- Inattività fisica
- Disturbi del sonno
- Stress, depressione e ansia
- Paura del dolore, evitamento del movimento
- Scarsa tempestività nell’accesso alle cure
- Contesto lavorativo non favorevole
- Assenza di supporti interdisciplinari
La prevenzione può agire su due livelli:
- Prevenzione primaria: promuovere comportamenti salutari, ad esempio attività fisica, buon sonno, gestione dello stress, per ridurre il rischio che insorga dolore cronico.
- Prevenzione secondaria: per chi ha dolore acuto o è particolarmente a rischio, intervenire precocemente con un approccio biopsicosociale, evitando che la condizione si cronicizzi.
Cosa chiedono gli esperti (raccomandazioni EFIC)
Per affrontare efficacemente questa sfida, la European Pain Federation suggerisce:
- campagne pubbliche per sensibilizzare su cosa sia il dolore, contrastare lo stigma e incoraggiare la ricerca precoce di aiuto;
- programmi strutturati di movimento e formazione nei contesti clinici, educativi e lavorativi;
- accesso rapido a percorsi di riabilitazione biopsicosociale per individui a rischio;
- definizione di standard clinici basati sull’evidenza per evitare trattamenti inefficaci o dannosi;
- rafforzamento dell’assistenza primaria per migliorare la diagnosi e il coordinamento delle cure;
- politiche occupazionali che favoriscano il mantenimento del posto di lavoro e il reinserimento dei pazienti;
- investimenti nella ricerca, nell’innovazione digitale, nei sistemi informativi e nelle iniziative che integrino prospettive di genere e giustizia sociale.
Pain Clinic Medicina del Dolore: un ruolo attivo nella consapevolezza e nella presa in carico.
In occasione del 15 ottobre, Pain Clinic Medicina del Dolore vuole farsi promotrice di consapevolezza e supporto concreto sul territorio:
- Evento informativo / open day: organizzeremo momenti divulgativi aperti alla cittadinanza, con medici, fisioterapisti e psicologi disponibili per incontri, domande e screening base del dolore;
- Campagna social e comunicazione: con post, video e infografiche spiegheremo che il dolore cronico non è una condanna, ma una malattia da prevenire e gestire;
- Collaborazioni istituzionali e territoriali: coinvolgeremo Asl, realtà sanitarie locali, associazioni di pazienti per massimizzare l’impatto dell’iniziativa;
- Percorsi di accoglienza e presa in carico personalizzata: presentazione dei nostri servizi – valutazione multidisciplinare, terapie farmacologiche, riabilitazione, supporto psicologico – offrendo un modello integrato per chi convive con dolore.
Invito alla partecipazione
Invitiamo tutti — cittadini, operatori sanitari, istituzioni — a partecipare attivamente il 15 ottobre.
Ogni voce che si unisce alla consapevolezza del dolore contribuisce a:
- rompere il silenzio e lo stigma attorno al dolore cronico;
- prefigurare politiche sanitarie in cui la prevenzione del dolore sia una priorità;
- costruire reti assistenziali efficaci per chi soffre, offrendo non solo trattamenti ma presa in carico reale.
L’impegno della Fondazione per la Qualità di Vita
La Fondazione per la Qualità di Vita aderisce alla Giornata Europea del Dolore promuovendo iniziative dedicate all’informazione, alla prevenzione e alla formazione dei professionisti sanitari.
Attraverso progetti come:
- “Pronto Salute”, che offre prestazioni in Medicina e Terapia del Dolore al prezzo del ticket, rendendo più accessibili le visite algologiche e riducendo i tempi di attesa;
- Il corso di perfezionamento in Medicina del Dolore per medici del territorio, con lezioni online e tirocinio pratico, per diffondere una cultura clinica e umana della cura del dolore;
- Le attività di ricerca e divulgazione sui corretti stili di vita e sulla prevenzione del dolore cronico.
Un impegno che parte dalla consapevolezza
Essere consapevoli significa riconoscere il dolore come un segnale che merita ascolto e cura, e costruire una rete di medici, infermieri, fisioterapisti e psicologi capaci di dare risposte concrete alle persone che soffrono.
Il 15 ottobre diventa quindi un’occasione per ricordare che nessuno dovrebbe convivere con il dolore senza un supporto adeguato.
