Somatosensoriale

SOMATOSENSORIALE

Dal Vocabolario del Dolore: Somatosensoriale

 

SOMATOSENSORIALE

Somatosensoriale: definizione e significato

La parola somatosensoriale deriva dall’unione dei due termini: somato e sensoriale.

Somato è di origine greca, soma-somatos, ed ha il significato di corpo, caratteri fisici e biologici inerenti all’organismo e all’individuo.
Sensoriale deriva dal latino sensorium, nonché senso, che significa percezione riguardante i sensi.

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L’aggettivo somatosensoriale è spesso accostato ai sostantivi “apparato” o “sistema“, in quanto comprende l’insieme di più aree del nostro organismo.
Il sistema somatosensoriale ci permette di percepire tatto, pressione, temperatura, dolore, attraverso le fibre sensitive che si trovano, in quantità differenti, in tutto l’organismo.

Il sistema somatosensoriale è composto dalla corteccia somatosensoriale, collocata nel nostro cervello e imputata alla ricezione degli stimoli sensoriali, e dalle vie somatosensoriali, che si occupano di trasferire l’informazione percepita dalla periferia alla corteccia s.
In altre parole, la funzione principale di questo apparato è la percezione corporea.

Altre funzioni che vengono svolte sono le percezioni di colori, suoni, odori e sapori: tutti stimoli che noi prendiamo dal mondo esterno e rielaboriamo mentalmente attraverso questo apparato.
Una delle caratteristiche più importanti del sistema somatosensoriale è la plasticità: la capacità cioè di modificare la percezione di questi segnali (tra cui appunto il dolore) che arrivano dall’interazione con l’esterno.
E’ proprio su questa plasticità che vanno ad agire le terapie per il controllo del dolore.

Schiena

schiena

Dal Vocabolario del Dolore: Schiena

 

schiena

Schiena: definizione e significato

L’etimologia del termine schiena va fatto derivare dalla lingua longombarda e più propriamente origina dalla parola skena.

Gli antichi popoli germanici utilizzavano questo termine per indicare la parte del corpo posteriore e superiore che si trova tra il collo e i glutei. Può accadere che per indicare lo stesso significato venga utilizzata in modo analogo la parola dorso che tuttavia, rispetto a schiena, è più generica e deriva altresì dalla lingua latina dorsum.

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In questa sede andremo a spiegare il termine schiena in relazione alle problematiche ad essa collegate. Il primo assunto da fare prevede la distinzione tra le patologie associate alla schiena e le patologie associate alla zona lombare.
Genericamente, con il termine lombalgia, si intende il “
mal di schiena” localizzato nel tratto lombare o sacrale della colonna vertebrale. Più puntualmente, il dolore lombare interessa la zona che parte dalla metà della schiena in giù, ovvero l’area compresa tra l’ultima vertebra toracica e la prima sacrale e racchiusa lateralmente dal muscolo erettore della colonna.

Mentre con “mal di schiena” vengono incluse una serie di differenti patologie il cui punto in comune risulta essere il dolore avvertito sul dorso, al di là della localizzazione. Nello specifico, il “mal di schiena” può includere diverse condizioni patologiche, così come le diverse strutture implicate e che compongono la colonna vertebrale (nervi, muscoli, ossa, articolazioni). Tuttavia il dolore può essere limitato alla sola zona colpita, oppure irradiarsi agli arti superiori, al collo e agli arti inferiori.

A livello epidemiologico, nel corso della vita, la sofferenza causata dal “mal di schiena” interessa circa l’80 per cento della popolazione. Nello specifico, la lombalgia si attesta come la seconda causa più comune tra le patologie croniche di visita medica, nonché la quinta causa di ricovero ospedaliero. Nella maggior parte dei casi si tratta di dolore che si risolve spontaneamente. Qualora si verifichi il caso contrario, è necessaria un’accurata diagnosi della causa a monte del dolore e conseguentemente procedere con una terapia specifica.